Progetto "150 anni a che punto siamo"



ANNI DIFFICILI


di L. Zampa
con Umberto Spadaro, Massimo Girotti, Ave Ninchi, Odette Bedogni (poi Delia Scala) Anno 1948
Bianco e Nero (opera restaurata nel 2008 dalla Fondazione Cineteca Italiana)

Soggetto: da “Il vecchio con gli stivali” di Vitaliano Brancati -
Sceneggiatura: Sergio Amidei, Vitaliano Brancati, Franco Evangelisti, Enrico Fulchigioni - Fotografia: Carlo Montuori
Musica: Franco Casavola
Montaggio: Eraldo Da Roma (Eraldo Judiconi)
Scenografia: Ivo Battelli
Costumi: Giuliana Bagni


Anni difficili - Un film di oggi.

Presentato alla IX° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1948 – cerca nuovi equilibri e modelli di riferimento, in un’Italia ancora scossa profondamente dal totalitarismo e dalla guerra. Il film è tratto dal racconto di Brancati “Il vecchio con gli stivali”, pubblicato nel 1944 sulla rivista Aretusa, e racconta le disavventure del tranquillo impiegato Aldo Piscitello e della sua famiglia, costretti a barcamenarsi nei difficili anni del fascismo. Piscitello, pur di convinzioni sinceramente democratiche, non sa ribellarsi all’imposizione di iscriversi al partito e fingere adesione agli ideali delle camicie nere. Pagherà la sua debolezza con la perdita di un figlio e dell’impiego, mentre personaggi ben più collusi di lui col regime sapranno riciclarsi senza problemi al momento opportuno.

 

In questo film Zampa e Brancati, ben consapevoli di affrontare un tema controverso, parlando di Anni difficili sottolineano come tolleranza e autoironia siano segni distintivi di un paese democratico.

 

La presentazione del film a Venezia, dove venne premiato come film italiano di miglior fattura tecnica, suscitò immediatamente reazioni violente destinate amplificarsi con l’uscita del film in sala. Alcuni senatori  presentarono un’interrogazione parlamentare contro i film che «mettono ostentatamente in luce gli aspetti più deprimenti e le brutture più dolorose» della patria. In difesa della pellicola intervenne tra gli altri l’onorevole Andreotti, che già si era speso per la sua presentazione a Venezia. La polemica divenne quasi un caso nazionale. In più occasioni gli spettatori, invitati ad esprimere il loro parere sul film, manifestarono apprezzamento e solidarietà al regista.

 

Il film ebbe un buon successo anche all’estero dove, lontano dalle passioni politiche interne che animavano il dibattito italiano, furono apprezzati soprattutto il realismo e le interpretazioni misurate e convincenti degli attori, in particolare di Umberto Spadaro, nuovo al ruolo di protagonista. Da ricordare che l’adattamento nella versione americana dal titolo Difficult Years fu curata da Arthur Miller.

 

La rassegna "150 anni...a che punto siamo?" si propone di seguire l'evoluzione delle "tipicità" del carattere italiano attraverso la visione di alcuni film, dopo I Vicerè nel quale viene sottolineato "il trasformismo", in questo Anni Difficili si evidenziano "l'opportunismo e l'arte di stare a galla" tutto naturalmente condito da una simpaticissima autoironia.