ASPETTANDO GODOT

 

Note di regia
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ASPETTANDO GODOT

di Samuel Beckett

traduzione Carlo Fruttero 

regia Lorenzo Loris

con Gigio Alberti, Mario Sala, Giorgio Minneci, Alessandro Tedeschi, Davide Giacometti

scene Daniela Gardinazzi 

costumi Nicoletta Ceccolini 

consulenza musicale Andrea Mormina 

disegno video Dimitris Statiris e Fabio Cinicola 

luci Luca Siola 

foto Agneza Dorkin

Produzione Teatro Out Off


ESTRATTO DALLE NOTE DI REGIA

Dopo l’apprezzata messa in scena di “Finale di partita” nel 2003, Lorenzo Loris si misura con il capolavoro beckettiano attrezzandosi come sempre, ma forse in questo caso con maggior consapevolezza e attenzione, a restituire il testo nella sua potente e devastante forza teatrale, cercando, come il regista stesso afferma “dentro le regole che Beckett impone” la libertà della propria interpretazione.

E’ indubbio che attenendosi in modo ferreo alle regole che Beckett ci segnala si pensi di avere poca libertà di interpretazione, ma se si segue la sua gabbia di indicazioni si finisce per immagazzinare un tale bagaglio di informazioni che diventa quasi naturale costruire una regia senza dover rinunciare alla propria libertà creativa.

Quando abbiamo messo in scena  “Finale di Partita” nel 2003, abbiamo cercato di tenere conto delle indicazioni introduttive al testo ma anche dell’ interesse che Beckett aveva nei confronti dei ritratti dipinti da Giorgione. Lo studio di questi quadri ci ha permesso di illuminare la scena in un modo singolare, restituendo la sensazione di trovarci di fronte a uomini immersi nell’ antro nero e buio della loro coscienza.

Questo era in linea con quello che Beckett raccontava nel testo, ma nello stesso tempo ci offriva anche un ampio margine di intervento dal punto di vista creativo.

Nel rapporto tra Pozzo e Lucky la critica del primo dopoguerra aveva individuato il kapò aguzzino che infieriva contro l’ebreo indifeso, mentre Estragone e Vladimiro sembravano i testimoni attoniti di un orrore incommensurabile.

E in quello spazio desertificato i due “clochard” erano diventati il simbolo di un’umanità sterminata dove all’uomo non restava che attendere un domani migliore.

Dopo mezzo secolo da allora, nelle nostre metropoli multietniche “Aspettando Godot” può rappresentare l’emblema di una società in cui l’uomo vive una dimensione spersonalizzante e raggiunge il paradosso di sentirsi solo in mezzo alla moltitudine.

Lorenzo Loris

SINOSSI
Due uomini vestiti come vagabondi, Estragone e Vladimiro, si trovano sotto un albero in una strada di campagna. Un certo Godot ha dato loro appuntamento ma senza precisare Il luogo e l'orario. I due non sanno neanche esattamente chi sia questo Godot, ma credono di poter rimediare qualcosa di caldo da mangiare e un letto dove dormire all'asciutto. Mentre attendono passa sulla stessa strada una strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servitore, Lucky, tenuto al guinzaglio dal primo.  Estragone e Vladimiro sono incuriositi dall'istrionismo del padrone e spaventati dalla miseria della condizione del servo. Pozzo e Lucky riprendono il loro cammino. Intanto è calata la sera e Godot non si è fatto vivo. Arriva però un ragazzo che riferisce loro che il signor Godot non può venire. Arriverà sicuramente domani. I due prendono in considerazione l'idea di suicidarsi, ma rinunciano. Poi pensano di andarsene, ma restano. Vladimiro ed Estragone attendono pazientemente sotto l'albero l'arrivo di Godot. Vedono passare Lucky e Pozzo, che nel frattempo è diventato cieco.  Sull'albero notano che sono spuntate due o tre foglie. Pozzo e Lucky se ne vanno. Arriva il messaggero a dire che Godot anche stasera non potrà venire ma verrà sicuramente domani.

 

IL REGISTA

Lorenzo Loris, regista storico della compagnia Out Off, nel suo lavoro ha realizzato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter). Questo confronto lo ha portato ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Henrik Ibsen, Marivaux,  Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità.

 

GLI ATTORI

Gigio Alberti fa parte del nucleo storico del giovane teatro milanese che, alla fine degli anni ’80, si fa conoscere con le commedie generazionali dirette da Gabriele  Salvatores (Comedians, Eldorado, Cafè Procope). In seguito partecipa a diversi film dello stesso regista (Marrakesh Express, Mediterraneo, Sud, Quo vadis, baby?). Sempre nel cinema ha partecipato ai film: Ferie d’agosto (P. Virzì), Tutti gli uomini del deficiente  (Gialappa’s Band), L’ora di religione (M. Bellocchio), I promessi sposi (F. Archibugi). In teatro ha lavorato con Paolo Rossi (La commedia da due lire), con Edoardo Erba e Maria Amelia Monti e Giampiero Solari (Vizio di famiglia e L’uomo della mia vita), Antonio Catania e Enzo Monteleone (Gli insospettabili), Michele Placido (Aria di famiglia).

Con Lorenzo Loris, Mario Sala e l’Out Off ha una lunga collaborazione sfociata negli spettacoli Il ceffo sulle scale di Joe Orton, Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro (2002), Zitti tutti! di Raffaello Baldini (2002),  Note di Cucina di Rodrigo Garcia (2003), Terra di nessuno di Harold Pinter (2007); Aspettando Godot di Samuel Beckett (2009).

Mario Sala Gallini è nato nel 1959 a Nizza, ma vive e lavora a Pavia. Scrittore e traduttore per ragazzi, divide le sue giornate tra i libri (ha pubblicato per il Battello a vapore e Mondadori) e il palcoscenico.  In teatro ha lavorato con Carlo Cecchi (Nozze), Giampiero Solari (Le intellettuali, Saved, Alla Città di Roma, Bastardi, Vizio di famiglia) Dario D'Ambrosi (Nemico mio), Toni Bertorelli (Venditori, Il colonnello con le ali), interprete di numerosi testi di Edoardo Erba (La notte di Picasso, Curva cieca, Vizio di famiglia, L'uomo della mia vita, Venditori).

Ha lavorato con Andrè Ruth Shammah: La locandiera (2003) e più recentemente, Le cose sottili dell'aria di Massimo Sgorbani (2008); Ondine di Jean Giraudoux (2008). Dall'assidua collaborazione con Lorenzo Loris e l'Out Off sono nati gli spettacoli Tempo d'arrivo di Lorenzo Loris, I costruttori d'imperi di Boris Vian, La dolce ala della giovinezza di Tennessee Williams (1998), Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro (2002), Note di cucina di Rodrigo Garcia (2003), Bingo di Edward Bond  (2004) (Premio UBU 2005 come migliore novità straniera).  Una specie di storia d'amore di Arthur Miller (2006), Terra di nessuno di Harold Pinter (2007); Aspettando Godot di Samuel Beckett (2009).  Nel cinema ha lavorato con Gianluca Fumagalli, L'ultima sigaretta - cortometraggio 2004; e La cura del Gorilla di Carlo A. Sigon con Claudio Bisio (2006). E’ autore di libri per l’infanzia per l’editore Mondadori.