Canto per vanzetti

 

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CANTO PER VANZETTI
il sogno di un emigrato italiano

Lo spettacolo è, per frammenti, la storia di Bartolomeo Vanzetti e dell’assurda peripezia che lo ha visto protagonista, negli anni ‘20 in America, insieme all’amico Nicola Sacco, di uno dei casi più controversi di tutto il Novecento: per le loro idee e per la loro condizione di immigrati (italiani, per giunta), Bart e Nick subirono un ignominioso processo che li portò, dopo sette anni di ricorsi e rinvii, alla sedia elettrica.  

I fatti sono noti e già “visitati” in letteratura, cinema, teatro, musica.
Eppure essi risultano ancora sconcertanti e attuali.
Di qui le nuove ricerche e la rilettura di oggi.
Il punto di vista è quello di uno dei due protagonisti, il piemontese Bartolomeo Vanzetti, e le fonti sono le sue lettere (ai famigliari, agli amici, alla giornalista Mary Donovan), i suoi scritti, articoli e atti di convegni.
Ma “Canto per Vanzetti” non vuole essere una cronaca drammatizzata.
Esso è piuttosto la cronaca di un sogno, di un’utopia, di una diaspora e di una speranza.
Una speranza mortificata, bruciata viva. Una storia che non porta lezioni in sé, che non serve a qualcosa se non a ricordare, a “restituire voce”.
L’ordine degli episodi non è cronologico ma legato al tempo della memoria involontaria, dei fatti che si concatenano per analogie, per sinapsi, per affinità dei ricordi, con punte in avanti e salti all’indietro.
 

Il lavoro vuole rendere il clima sociale in cui si svolge la vita di Bartolomeo prima e dopo la sua partenza per l’America: l’adolescenza, le difficoltà nella ricerca di un lavoro stabile, le passeggiate lungo il Maira, le rare amicizie, il suo amore per la natura, per gli umili.
E poi l’imbarco, la lontananza, la violenza dei sobborghi delle città statunitensi, il suo sogno di liberazione degli sfruttati di tutto il mondo, il carcere.
Al processo si dedicheranno brevi riferimenti. L’attenzione va al lato domestico dell’anarchico di Villafalletto, terrigno e volante, ai suoi rapporti con la sorella Luigia, con il padre, con gli ambienti in lotta per la sua difesa, con Mary Donovan.
Il tutto per tracciare un quadro dell’avventura di Bartolomeo (simile ad altre avventure) e per verificare quanto del passato è ancora stimolo per una riflessione sul presente e sulle sue contraddizioni.