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Una specie di storia d'amore

 

 Produzione Teatro Out Off
UNA SPECIE DI STORIA D’AMORE

di Arthur Miller

traduzione Masolino D’Amico
regia di Lorenzo Loris
con Elena Callegari e Mario Sala
progetto visivo Dimitris Statiris, Stefano Bruscolini
scenografia Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini
luci Luca Siola, audio e video Fabio Cinicola
consulenza musicale Andrea Mormina, Ariel Bertoldo foto Dorkin

LO SPETTACOLO
Lo spettacolo comprende due atti unici scritti negli anni Ottanta dal noto drammaturgo Arthur Miller ed incentrati su due coppie singolari. In “Una Specie di Storia d’ Amore”, la cui ambientazione antinaturalista guarda ai classici
noir hollywoodiani degli anni ’40, un investigatore di provincia onesto ma goffo e privo di fantasia è irresistibilmente attratto da una donna ambigua, forse una prostituta, inafferrabile dietro le sue mille metamorfosi ed implicata in un processo corrotto, del quale conosce informazioni preziosissime per lo stralunato detective.
Nel secondo episodio del dittico, “Non Mi Ricordo Più Niente”, due vecchietti, amici di vecchia data, vivono da soli in case vicine e spesso si fanno compagnia per la cena. Vittime della sclerosi, sono immersi in una vaghezza che rende la loro amicizia comicamente precaria, ma non impedisce ai due di avere certezze od approdare ad illuminazioni; attraverso brandelli di passato che affiorano, arrivano a comprendere cose che in precedenza trovavano oscure. La loro metodicità nei gesti di routine, le maniere a tratti burbere ed i loro frequenti battibecchi ci fanno sorridere con tenerezza. Senza ignorarne gli inconvenienti, in questo breve capolavoro Miller tratteggia serenamente e quasi con ottimismo i lati positivi e la ricchezza interiore derivati dalla terza età.
Lo spettacolo è sostenuto dalla bravura di Elena Callegari e dall’ipertrofica comicità dell’attore pavese Mario Sala, che in coppia con Loris, regista del Teatro Out Off, ha già ricevuto il
Premio della Critica 2002 per “I Naufragi di Don Chisciotte” ed il Premio UBU 2005 per “Bingo” come migliore novità straniera. Il Teatro Out Off ha anche ricevuto l’Ambrogino d’oro nel 2007.

 

L’AUTORE
Arthur Miller
nasce a Manhattan (New York) il 17 ottobre 1915 da famiglia ebrea benestante. Esordisce a soli ventuno anni a Broadway con “L’uomo che ebbe tutte le fortune”, seguito nel ’47 da “Erano tutti miei figli” e nel ’49 con "Morte di un commesso viaggiatore", capolavoro assoluto, a cui è stato riconosciuto il prestigioso premio Pulizer. Nel ’53 è la volta de “Il crogiuolo” testo che ripercorrendo una vicenda di “caccia alle streghe” avvenuto nel 1692 allude al clima di persecuzione nel periodo maccartista. Nel ’55 va in scena “Uno sguardo dal ponte” tragedia dai risvolti incestuosi in un ambiente di emigranti italiani. Trascorrono poi anni di silenzio creativo in cui Miller vive la sua breve esperienza matrimoniale con Marilyn Monroe. Seguono negli anni ‘70/’80 molti altri titolo tra cui ,”Una specie di storia d’amore” che è del 1982 e “Non mi ricordo più niente” (Pericolo: memoria) del 1986. Malato di cancro da tempo, il grande commediografo Arthur Miller si è spento all'età di 89 anni l'11 febbraio 2005.

IL REGISTA
Lorenzo Loris,
regista storico della compagnia Out Off, nel suo lavoro ha realizzato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter). Questo confronto lo ha portato ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Henrik Ibsen, Marivaux, Carlo Goldoni, Henrik Ibsen), con l’obiettivo di mettere in sintonia le parole dell’autore con la nostra contemporaneità.

COSI' LA CRITICA
Uno degli spettacoli più interessanti di questa ripresa di stagione (Ugo Ronfani)

Per una volta anche l'autore si diverte (Franco Quadri)

Uno spettacolo intrigante che strizza l'occhio al cinema noir, nel caso del primo atto, che fa leva sul minimalismo nel secondo. E che trova due eccellenti interpreti in Elena Callegari e Mario Sala. (Domenico Rigotti)

Loris nel suo raffinato allestimento accentua l’ironia già presente nell’autore (Renato Plazzi)

Una regia impostata su un antinaturalismo che ben riesce a far lievitare i significati (Magda Poli) 

Un'intensa e multiforme Elena Callegari ai vertici della bravura e della simpatia....Un Mario Sala di istupidita felicità espressiva (Paolo Paganini)