Un marito ideale

STAGIONE DI PROSA "A PORTE APERTE"

VENERDÌ 13 GENNAIO 2012 ORE 21

 

TEATRIDITHALIA in collaborazione con Padiglione Ludwig

UN MARITO IDEALE

di OSCAR WILDE


traduzione e adattamento Roberto Valerio

scene e costumi Carlo Sala

luci Nando Frigerio

regia di ROBERTO VALERIO


con ROBERTO VALERIO, VALENTINA SPERLì, PIETRO BONTEMPO, ALARICO SALAROLI, CHIARA DEGANI


Valentina Sperlì e Roberto Valerio in una scena di  UN MARITO IDEALE

 

3 gennaio 1895, Royal Theatre, Londra. Va in scena la prima di “An ideal Husband” dell'acclamato Oscar Wilde, noto in tutti i salotti per il suo straordinario talento di conversatore, incontrastato padrone delle scene londinesi con i suoi “society dramas”: “Il ventaglio di Lady Windermere”, “Una donna di nessuna importanza” e “L'importanza di chiamarsi Ernesto” .

Roberto Valerio, assecondato da una compagnia capace di divertire, divertirsi e dare significato a tutte le sfumature di cui i testi di Wilde sono ricchi, ha portato in scena questa commedia poco rappresentata in Italia conquistando il pubblico e regalando uno spettacolo "di calviniana leggerezza, tra vaudeville, farsa e satira di costume".

Sir Robert Childern è il marito ideale per lady Childern, incapace di qualsiasi atto immorale; se fosse diverso non potrebbe amarlo. Uomo rispettabilissimo, di grandi capacità, è ormai una personalità e occupa un’importante posizione nella vita politica. Tuttavia egli porta una spina nella sua coscienza: ha iniziato la sua ascesa con un atto disonesto e tace alla moglie quell'inizio immorale per paura di perdere il suo amore. Finché appare una ricattatrice, la signora Cheveley, che è a conoscenza della macchia iniziale della carriera di Sir Robert Childern e, volendo avvalersene per i suoi traffici, minaccia di smascherarlo e di rovinargli la carriera e la felicità coniugale...

Tutti i personaggi ancorati alla loro eleganza, si muovono per spazi angosciosi dove s'annidano duelli, ricatti e compromessi. Nessun personaggio è come sembra.

Sir Robert, considerato da tutti il marito ideale, il politico perfetto, nasconde nel suo passato un losco segreto. Sua moglie Gertrudh, apparentemente modello di amore virtuoso, è pronta ad abbandonare il marito appena costui si rivela  moralmente poco limpido: vero amore o piuttosto venerazione di un ideale?

La signora Cheveley dietro la maschera dell'eleganza e del fascino femminile, nasconde un animo scaltro e senza scrupoli. E lord Goring, autoritratto di Oscar Wilde, apparentemente frivolo e superficiale, in realtà profondamente umano ed equilibrato".

 “Ma sul canovaccio stereotipato della commedia vittoriana - ribadisce il regista - Wilde innesta il suo formidabile gusto per la battuta caustica, l'aforisma fulminante, il dialogo frizzante, il nonsense, il paradosso, il virtuosismo verbale, gettando via in un soffio tutto il vecchiume e la polverosa ipocrisia di un'epoca. Il linguaggio di Wilde, così complesso e raffinato, dona alla commedia, nonostante la gravità dei temi trattati, un soffio costante di leggerezza. La leggerezza intesa non come superficialità, bensì come qualità primaria e fondamentale (vedasi le “Lezioni Americane” di I. Calvino) di un'opera d'arte". 


Dalla Rassegna Stampa

Sarà per via della sua ironia, dei suoi aforismi, dei suoi paradossi, il fatto è che Oscar Wilde continua a piacere. Le sue commedie non mancano di sedurci ogni volta che ritornano sulla ribalta. Vedi ad esempio «Un marito ideale» (...) Roberto Valerio l'ha ripreso, regalandoci uno spettacolo delizioso e tutta effervescenza. (...) I tre atti, qui ricongiunti in un tempo solo, corrono via spediti come se fosse un vaudeville. (...) E brillantissima è la recitazione. Dello stesso Valerio (sir Robert), di Valentina Sperlì (una elegantissima Mrs Chevely, perfida come il ruolo esige) di Alarico Salaroli, di Chiara Degani, di Roberto Baldassarri. Soprattutto, di Pietro Bontempo che disegna un Lord Goring sfacciatamente comico che provoca continue e franche risate.

Domenico Rigotti, Avvenire


Roberto Valerio, attore e regista, si è diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" nel 1996. Nella stagione 1996/97 ha esordito ne Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello, per la regia di Gabriele Lavia, cui ha fatto seguito, durante la stagione successiva, Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, per la regia di Giancarlo Cobelli.
Nel 1999 ha diretto e interpretato Piagnistei di Steven Berkoff. L'anno seguente ha recitato in Leone d'inverno di S. Goldman, per la regia di Mauro Avogadro; è stato poi diretto da Luca De Filippo ne L'arte della commedia di Eduardo De Filippo e da Cesare Lievi in Erano tutti miei figli di Miller.
Per Teatridithalia ha curato la regia di Bambole di Pia Fontana e Woyzeck e il futuro del male di Rocco D'Onghia. Ha vinto il premio "Wanda Capodaglio" (1998) e il premio "Fondi-La Pastora" (2000).

Valentina Sperlì debutta giovanissima con la compagnia di Umberto Orsini. Impegnata subito dopo con il Teatro Stabile di Torino, recita al fianco di Rossella Falk in Differenti opinioni e con Mariangela Melato in Tre variazioni della vita. Con Veronica Pivetti recita l’ultima commedia di David Mamet: Boston Marriage. Anche con Gabriele Lavia recita ruoli importanti come in Delitto e delitto e ne L'aquila a due. Lavora anche ne Il Piacere dell'onestà con la regia di Luca De Filippo e ne Il misantropo di Molière, con la compagnia del Teatro Eliseo . In televisione è tra gli interpreti del fortunato Una donna per amico, di Distretto di polizia, Camici bianchi e tra i protagonisti della fiction Cuore contro cuore. 


 

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